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Nunzio Guerzoni - Scrittore |
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Nascita di un'idea
INTERVISTA A NUNZIO GUERZONI
L’idea di scrivere un romanzo nasce innanzitutto dalla passione di scrivere. Questa passione porta a scrivere con trasporto in ogni situazione: da un biglietto di auguri, a una lettera ad un amico, o semplicemente per una e-mail oppure per un capitolato, visto che tratto professionalmente la materia informatica. Posso dire di trovare in ogni situazione la voglia di comunicare e mettere un pò di me stesso in quello che scrivo. Questo però ha anche dei lati negativi, tipo quello che i colleghi di lavoro se ne approfittino quando ci sono da scrivere delle relazioni o altro e dicono :“scrivi tu che ti riesce meglio…” Il romanzo viene dopo, il romanzo viene quando hai mentalizzato quello che può essere un lungo percorso, magari potendo fare un paragone potrei paragonarlo al decidere di partire a piedi e andare da Roma a Milano. Chi parte, deve sapere quale sarà lo sforzo, quali saranno le difficoltà e di ogni caso quelle che dovranno essere le tempistiche minime necessarie. E' ovvio però che per scrivere un romanzo bisogna avere una storia da raccontare.
Il romanzo è intitolato “ La grande casa gialla” e questa casa è una casa che esiste realmente. Un giorno mi trovavo in questa grande casa, una vecchia casa con più di 100 anni. Questa casa non è disabitata ma ora è abitata da una sola persona e un giorno in quella casa, ho salito le scale fino all’ultimo piano. In quel momento ho pensato che se quella grande vecchia casa avesse avuto occhi per vedere, orecchie per ascoltare e bocca per parlare, chissà quali storie avrebbe avuto da raccontare. Allora in tutto quel silenzio ho sentito mille parole…, ho cominciato a vedere i miei personaggi e a vivere attraverso il racconto di quella vecchia casa.
Ho provato delle sensazioni fortissime perché ho vissuto in tutti i personaggi e tutti i personaggi hanno vissuto dentro di me. Non ho avuto difficoltà a scrivere questa storia, perché i dialoghi, i loro sentimenti, le gioie e i dolori diventavano ogni giorno più completi. Ho provato sensazioni fortissime: ho provato, paura, gioia, dolore. Mi ricordo benissimo di una sera che scrivevo al computer e mentre scrivevo una scena di Paul, ho provato una tale paura che avevo la pelle accapponata e i brividi lungo la schiena. Io ho provato davvero in quel momento che scrivevo la stessa sensazione che provava il personaggio. Spero di essere riuscito a trasmettere questi momenti al romanzo e di poterli far vivere anche ai lettori.
Il romanzo narra la storia di un uomo che arriva in Italia con un solo scopo: vendere la casa nel minor tempo possibile, incassando il più possibile. Poi per una serie di circostanze, Paul cambierà i suoi intenti e il corso degli eventi stessi. La cosa più bella di tutto ciò e il racconto della casa, di tutte le persone che ci hanno vissuto dentro, dove ogni personaggio si spoglia delle proprie maschere e nel proprio intimo diventa veramente se stesso. Solo allora emergono le persone vere e allora anche quei piccoli uomini, uomini dalla vita normale, diventano grandi uomini e la casa li accoglie tutti in un dolce abbraccio di amore quasi materno.
Io ho scritto questo romanzo nei miei momenti liberi, alla sera, la domenica, poi alcune volte ho interrotto e poi ripreso dopo tempo a scrivere. A volte anche a distanza di qualche mese. Non ho mai avuto difficoltà per la storia stessa, anzi, la storia era già completamente nella mia mente, a volte invece erano le braccia, le mani che quasi si rifiutavano di accendere il computer e di iniziare a scrivere. Era più facile andare a spasso, ascoltare musica, guardare la tv. Poi mi spingevo e mi dicevo “scrivi scrivi!!” e ricominciavo di nuovo il racconto andando avanti. Scrivendo nel tempo libero ho dovuto togliere tempo anche mia moglie, dove per tante sere ha dichiarato di sentirsi sola, pur essendo in casa con me. In ogni caso scrivere un romanzo è difficile, e proprio per questo la notte che ho terminato e ho messo il punto finale ho mentalizzato di averlo finito e di essere riuscito a scrivere il mio romanzo. Quella notte non sono riuscito a dormire, perché quella notte mi sono reso conto di aver raggiunto il mio impossibile. Si, perché il romanzo era per me una sfida all’impossibile, e quando un uomo raggiunge il suo impossibile e lo rende quindi possibile, realizza un sogno ed io in quel momento lo avevo realizzato. L’altro sogno, l’altro impossibile è stato quando ho inviato il romanzo qui a Roma per una definitiva correzione di bozza e dopo 60 giorni mi veniva reso il romanzo e mi veniva comunicato che era interessante piacevole e di buona lettura, e poi qualora non avessi avuto già un editore, sarebbero stati interessati a segnalarmi ad una casa editrice di loro conoscenza. Dopo poco tempo contattai la casa editrice Deinotera la quale si dichiarò disposta a pubblicare il mio romanzo. In quel momento raggiunsi di nuovo il mio impossibile. Questa è una storia bellissima com’è bellissima è la storia che racconto nel libro e come spero potrà essere la storia che potrà seguire….ma ora davvero non vi posso raccontare di più.
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